Settimana Mondiale per l’allattamento materno in Abruzzo: il racconto della mia esperienza - Mamma dove mi porti?
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Settimana Mondiale per l’allattamento materno in Abruzzo: il racconto della mia esperienza

written by Donatella Toletti
Settimana Mondiale per l’allattamento materno in Abruzzo: il racconto della mia esperienza

 

Settimana Mondiale per l’allattamento materno in Abruzzo: il racconto della mia esperienza

Prima di provare a diventare mamma ci ho pensato tanto, e tanto, e tanto ancora!

Non era mai il momento giusto!

Semplicemente perché non esiste un momento giusto.

Per natura amo programmare e credevo di poterlo fare anche con la famiglia.

La prova è che i miei figli sono nati lo stesso giorno a distanza di 4 anni.

Entrambi a 41+2 settimane e, se prima se la sono presa comoda, quando hanno deciso che era il momento, sono nati “a pressione”.

Credo non occorra definire meglio il significato del termine, che rende bene l’idea di come sono andate le cose!

Da quel momento è iniziata la fantastica avventura che è l’essere genitori.

Allattamento: la mia esperienza

Sapevo tutto sul parto, o meglio, avevo letto tutto!

Avevo letto tutto sul parto ma non sull’allattamento, credevo fosse un aspetto fisiologico e naturale del diventare mamma.

“Lo fanno tutte da milioni di anni, vuoi vedere che proprio io non lo so fare!?” mi dicevo.

Tra l’altro, mia sorella aveva partorito due mesi prima e allattava come se non ci fosse un domani, senza problemi, per cui davvero credevo fosse la cosa più naturale del mondo.

Mi sbagliavo!

Allattamento che non decollava

Prima di rimanere incinta indossavo una seconda scarsa di reggiseno!

A 10 gg dal parto ero arrivata a una quinta!

Ero piena di latte!

Eppure la mia bimba piangeva disperata, notte e giorno, e soprattutto non cresceva!

Io la attaccavo a richiesta ma si fermava subito e iniziava ad urlare, per cui la richiesta era continua!

Intere giornate andavano avanti così, sfinita lei, stanca ed esaurita io!

Lei diventava paonazza per il pianto e i miei seni erano duri come le pietre, visto che non me li scaricava!

Non si attaccava bene e non riusciva a bere, ma io non lo sapevo!

Nessuno si era accorto di questo mio problema e, intorno a me, era un susseguirsi di consigli e suggerimenti:

“Ti ha già preso come un ciuccio”, “Il tuo latte non è sufficiente”, “Dalle l’aggiunta”, “Il tuo latte non è buono”!

Quest’ultima è da incorniciare.

Nel bagno, sul lavandino, sotto il getto dell’acqua calda, mi spremevo il latte a mano, per evitare ingorghi che potessero sfociare in mastite.

Fortunatamente c’era anche chi dava buoni consigli, capiva la mia frustrazione e con delicatezza e fermezza riusciva a starmi vicino, nonostante avessi poca voglia di parlare.

Nel frattempo, l’attacco non efficace della piccola mi aveva fruttato ragadi sanguinolente e il dolore era indicibile.

Anche qui, i buoni consigli sui prodotti da utilizzare, aiutarono a migliorare la situazione.

Però mia figlia non cresceva.

Nonni preoccupati che chiamavano di continuo, a cui, per tranquillizzarli, dicevamo che era cresciuta 30 gr. ma non era vero!

La terza settimana il pediatra mi mise di fronte un out out “Non puoi farla morire di fame: devi passare al latte artificiale.”

“Mi dia fiducia! Un’altra settimana e basta! Se continua a non crescere, smetto di provarci”

questa fu la mia risposta, sempre su suggerimento della cara amica.

Mi sentivo frustrata e demotivata, mi chiedevo come avrei potuto risolvere la situazione.

Ci tenevo molto, vedevo mia sorella allattare la figlia di due mesi senza problemi, una bimba florida, rosea e paffuta.

La mia invece era piccola, scura e secca come una scimmietta!

Poi all’improvviso l’illuminazione!

Tornando a casa dopo la visita, mi tornò in mente di aver letto un trafiletto su un giornale che parlava dell’esistenza dei paracapezzoli e spedii mio marito a prenderne una confezione.

Erano in silicone, morbidi e con tre forellini nella parte superiore.

Titubante e perplessa ne poggiai uno sul mio seno e attaccai mia figlia.

Lei d’istinto tirò!

Il primo getto di latte attraversò i forellini, sgranò gli occhi e iniziò a tirare con più forza, sempre di più.

Sembrava non potesse crederci!

La lotta per la sopravvivenza era finita.

Alla visita successiva, dopo una settimana mia figlia era cresciuta 300 gr. e il pediatra si complimentò per la mia perseveranza.

Nel giro di due mesi esplose diventando un piccolo omino Michelin.

Col secondo figlio, forte dell’esperienze vissuta, i paracapezzoli facevano parte del corredino della valigia in ospedale.

A chi mi guardava con aria di sufficienza perché allattavo con i paracapezzoli e diceva “Vedrai, tempo un mese e ti andrà via il latte”, rispondo che ho allattato entrambi i miei figli per un anno intero, al primo compleanno ho scelto io di smettere.

Non è un post pro allattamento al seno o pro paracapezzoli!

Non lo potrei mai fare con tutti i problemi che ho avuto e capisco benissimo chi, per qualsiasi motivo sceglie o è a costretto a smettere o non farlo affatto.

È solo per dire che le mamme sanno cosa è giusto per i loro figli.

Ogni mamma cerca e trova dentro di se la soluzione migliore per far star bene il proprio figlio, perché solo lei sa cosa è meglio per il suo cucciolo e alla fine fa sempre la cosa giusta…o almeno ci prova!

Non ci sono regole, ogni famiglia è funzionale a se stessa e ciò che va bene a me, forse non è adatto ad un’altra mamma.

Anche sbagliare fa parte dell’essere mamma! L’stinto materno è la forza che muove il mondo.

Questa mia esperienza risale a qualche anno fa, le cose ora sono un po’ cambiate, c’è una maggiore attenzione alle necessità delle mamme, in termini di servizi e professionisti a cui affidarsi.

Grazie alla mia amica Maria Catalani che, all’epoca, ha capito la mia frustrazione e con delicatezza e fermezza, è riuscita a starmi vicino, dispensando buoni consigli.

Grazie a Matteo Di Giacinto, autore di questa bellissima foto.

Settimana Mondiale per l’allattamento materno in Abruzzo

Dal 1 al 7 ottobre, ogni anno, in tutta Italia, si svolge la SAM Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno con iniziative mirate a dare sostegno nell’allattamento materno alle neo mamme.

Alla luce della mia sofferta esperienza, nel 2015 ho organizzato il primo Flash Mob pro allattamento in Abruzzo che ha visto la partecipazione del pediatra dott. Di Lollo, all’epoca primario del reparto della Neonatologia e Pediatria dell’ospedale di Teramo, della consulente IBLBC Rita Fusco e della psicologa Raffaella Di Gregorio.

La risposta delle mamme fu sorprendente, in tante parteciparono a quello che avrei voluto diventasse un appuntamento fisso ma l’anno successivo il terremoto dell’agosto 2016, mandò tutto all’aria.

Vi lascio il racconto di quella bella giornata trascorsa agli albori di Mamma dove mi porti? >> Flash Mob Allattamento Teramo 2015

Gli appuntamenti dedicati alla Settimana dell’Allattamento 2021 in Abruzzo si svolgeranno online e in presenza, tra Chieti e Pescara, dal 4 al 12 ottobre, con incontri rivolti alle neo mamme e alle mamme in dolce attesa, a cura di professionisti del settore.

 

 

 

 

 

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