Transiberiana d’Italia - Il Treno della Foresta | Mamma dove mi porti? Abruzzo e dintorni - Mamma dove mi porti?
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Transiberiana d’Italia – Il Treno della Foresta | Mamma dove mi porti? Abruzzo e dintorni

written by Donatella Toletti
Transiberiana d’Italia – Il Treno della Foresta | Mamma dove mi porti? Abruzzo e dintorni

Dopo un bellissimo matrimonio multietnico e con quattro ore di sonno (io), siamo partiti alla volta di Sulmona (Aq), per viaggiare con la Transiberiana d’Italia, il treno che attraversa l’entroterra abruzzese della zona dell’Alto Sangro.

Il nostro era Il Treno della Foresta Sulmona–San Pietro Avellana, che attraverso il Parco Nazionale della Majella ci ha condotti fino al confine con il Molise alla scoperta di Montedimezzo, riserva naturale dell’Appennino Abruzzese, patrimonio dell’Unesco per la bellezza e la particolarità della fauna dove è possibile ammirare il Re Fajone, il faggio che domina tutta la foresta con i suoi 6,5 m di circonferenza e oltre 500 anni di età.

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Stazione di Sulmona – L’Aquila – Abruzzo

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E’ possibile ammirare tutto questo, ma a noi non è stato concesso…un temporale estivo, di quelli che abbassano, finalmente, la temperatura, ci ha colti proprio mentre stavamo per partire per l’escursione e abbiamo ripiegato su una visita al borgo di San Pietro Avellana, in provincia di Isernia, 960 m s.l.m., che viene offerta come alternativa a chi non se la sente di camminare.

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Quindi sotto una pioggia battente, finita in pochi minuti, abbiamo raggiunto in pullman il paesino dove si svolgeva la XXV Fiera Nazionale del Tartufo, che abbiamo visitato con piacere.

Il convoglio è composto da 6 vetture storiche degli anni ’30, cinque sono le mitiche “100 porte”, ed una denominata “Terrazzini” di proprietà della Fondazione FS di Ferrovie dello Stato Italiane, trainate da un locomotore diesel in livrea storica degli anni ’80.

Non offre i comfort a cui potremmo essere abituati, panche di legno, freddo pungente d’inverno e caldo torrido d’estate, con conseguente rientro di polveroni dai finestrini aperti. ma il fascino del viaggio consiste proprio nel fare un tuffo nel passato e immaginare quante persone, nel corso dei tanti anni di attività, hanno usufruito di questo mezzo di locomozione che per molti rappresentava l’unico modo di collegamento con i paesi limitrofi, le scuole o il lavoro.

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Stazione di Campo di Giove – L’Aquila – Abruzzo

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Stazione di Campo di Giove – L’Aquila

Lungo il tragitto sono previste fermate di ristoro per i passeggeri e in una di queste, all’arrivo siamo stati accolti da banchetti con dolci tipici abruzzesi in vendita, e bancarelle con manufatti artigianali.

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Stazione di Palena – L’Aquila – Abruzzo

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Stazione di Palena – L’Aquila – Abruzzo

Un grazie particolare allo staff de Le Rotaie, ragazzi gentili e preparati che ci hanno narrato non solo la storia del treno, raccontando, tra le altre cose, di come si affrontavano i disagi d’inverno, con la neve, ma anche la realtà dei paesi che si incontrano lungo il tragitto.

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Stazione di Castel di Sangro – L’Aquila – Abruzzo

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Stazione di Sulmona – L’Aquila – Abruzzo

Un’avventura divertente e alternativa per i bimbi che nonostante la stanchezza non volevano scendere.

Hanno chiesto di tornare per ammirare il Re Fajone che non hanno potuto vedere, e saranno accontentati…

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Stazione di Sulmona – Abruzzo – Molise

Informazioni utili

La quota di partecipazione per A/R è:

  • Adulti 36 euro
  • Bambini da 4 a 12 anni non compiuti 20 euro
  • Bambini da 0 a 4 anni non compiuti GRATIS senza assegnazione del posto a sedere

Per maggiori informazioni consultare il sito: http://www.lerotaie.com/www.lerotaie.com/Home.html

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1 comment

Ti porto in Molise tra arte, cultura e natura | Mamma dove mi porti? Abruzzo e dintorni – Mamma dove mi porti? Abruzzo e dintorni Settembre 12, 2016 - 11:56

[…] Da lì ci siamo spostati alla Riserva Naturale di Montedimezzo, nel comune di Vastogirardi, in provincia di Isernia, area UNESCO, che già conoscevamo, grazie al viaggio dello scorso anno, sulla Transiberiana d’Abruzzo, il treno storico che attraversa l’Abruzzo e il Molise e che potete leggere qui. […]

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